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Parrocchiale dei Santi Pietro e PaoloQuesta Chiesa è stata costruita negli anni dal 1871 al 1875 come risultato di ripiego, dopo l’abbandono nel 1846 del grande progetto dell’architetto Alessandro Antonelli di cui restano solamente le maestose mura della Rotonda che dovevano circoscrivere la parte centrale d’un immenso Tempio grande quasi come la Basilica di San Pietro in Roma. Del progetto di quel tempio l’attuale chiesa doveva coprire soltanto il presbiterio, il coro e la sacrestia.
Su progetto dell’architetto torinese Luigi Formento, l’attuale chiesa ricopia, com’era di moda in quegli anni, lo stile tardo gotico, con degli affreschi alle pareti interne che sanno di moresco, ispirati forse alla Basilica di santa Sofia in Costantinopoli (Istanbul).
Da ammirare con particolare attenzione è l’altare maggiore barocco (1) costruito come un grande ricamo di marmi pregiati, proveniente da un’altra chiesa del luogo. Le grandi vetrate (2) con il Cristo ed i Santi Pietro e Paolo, titolari della chiesa, sono degli anni ’30. Dietro l’altare maggiore, posti sulle pareti laterali del coro, si possono ammirare due grandi quadri che il pittore castellamontese Elio Torrieri ha realizzato con un linguaggio simbolico di luce, mani e fiori.
A destra dell’altare rivolto al popolo appeso in alto un pannello di legno sostiene una Madonna con il Bambino in ceramica di Renzo Igne. A destra nell’altare laterale (3) è collocato un secondo museo di antichi oggetti sacri. In fondo a destra un grande presepe ad altezza naturale in terra rossa di Castellamonte, opera dello scultore Angelo Pusterla.

LA FACCIATA
L’attuale altare rivolto al popolo (4), disegnato con l’ambone dall’architetto Dario Berrino, porta alcune ceramiche dorate, rappresentanti l’Ultima Cena ed i Santi titolari delle Cappelle rionali (San Grato, San Rocco, San Bernardo e San Pancrazio), opera del castellamontese Alfeo Ciolli. L’ambone (5) porta i simboli dei quattro evangelisti in ceramica dai colori vivissimi, opera dell’artista Renzo Igne. Sempre di Renzo Igne è la statua di San Domenico in ceramica, che si trova a sinistra nel vano dell’altare della Madonna (6). La statua lignea dorata della Madonna risale al 1792.
In fondo alla Chiesa, nello spazio del vecchio battistero (7), ricostruito nel 1931, sono da ammirare la vetrata rappresentante il battesimo di Gesù e la cancellata, realizzata dall’artigiano locale Ernesto Bertola, ambedue su disegno del pittore Leo Ravazzi, che a quei tempi insegnava alla Scuola d’Arte di Castellamonte. Il vano del vecchio battistero è stato scelto ad esposizione-museo degli oggetti preziosi ed antichi raccolti nelle varie cappelle dei rioni e costituisce così il “tesoretto” della chiesa parrocchiale. Tra le opere esposte c’è una squisita ceramica dello scultore Enrico Carmassi che rappresenta un chierichetto. Al centro un antico vaso di fiori in ceramica del 1600.
Uscendo, dopo aver ammirato il panorama delle montagne che sembrano venir fuori dalle braccia della Rotonda, con in fondo il campanile romanico che invita guardare in alto, si può ancora ammirare nel timpano (8) della facciata sopra il portale, il Cristo con i Santi Pietro e Paolo in terra rossa castellamontese, opera dell’artista Renzo Igne.







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